La mano, unitamente alle dita, è l'altro strumento fondamentale per giocare a morra. Riuscire a coordinare la mano con il numero di dita pensate non è una cosa così immediata come può sembrare. Spesso infatti dall'impeto e dalla foga del gioco escono combinazioni di dita inaspettate che possono anche pregiudicare il buon esito della giocata. Sono frequenti i casi in cui qualcuno chiami l'otto o il nove estraendo solo una o due dita.

 

Tornando alla mano ed al modo di indicare i numeri, ognuno di noi ha dei modi di contare con le dita che gli sono spontanei e naturali; ad esempio il tre estraendo pollice, indice e medio. Proprio questa spontaneità viene esaltata quando si è chiamati a farlo in un brevissimo tempo. Molto più difficile sarebbe estrarre un tre utilizzando pollice, mignolo e medio. La stessa spontaneità salta all'occhio nel momento in cui si deve leggere la mano dell'avversario. Combinazioni strane o poco conosciute ritarderanno la percezione dell'avversario riuscendolo a metterlo in seria difficoltà.

Sta quindi nelle abitudini del giocatore e non solo nelle sue abilità il segreto per riuscire a padroneggiare la propria mano al cento per cento.  Avere la capacità di riuscire a saltare da una combinazione all'altra senza troppa difficoltà sta alla base per non cadere in una delle debolezze più comuni che hanno molti giocatori di morra che è quella di presentare un ordine o meglio una serie prefissata di dita mostrate.

 

 

 

Ci sono ben 25 possibili combinazioni di mani che si possono presentare durante il gioco e si nota subito che quella che offre come risultato il Sei è quella con la più alta probabilità di verificarsi a differenza del Due e del Dieci che si realizzano solo quando entrambi i giocatori mostrano contemporaneamente lo stesso numero.

A tale tabella va associato però il discorso delle chiamate: di non trascurabile importanza sono i numeri chiamati. Rappresentando in una tabella le possibili combinazioni dove nella colonna di sinistra abbiamo le variabili xy dove x indica il numero di dita mostrate dal giocatore A e la rispettiva chiamata, mentre  nella riga superiore abbiamo le giocate del giocatore B otteniamo:

 

 

Da cui risulta che ci sono 625 possibili combinazioni di cui solo 200 permettono la realizzazione del punto all'uno o all'altro giocatore, mentre sono 25 i casi in cui si verifica una situazione di parità. Sembrerebbe che, per l'elevatissimo numero di possibili risultati, riuscire ad indovinare il punto comporti tempi lunghissimi ed invece per indovinare la somma bastano pochissimi scambi.  Spirito d'osservazione, intuito, memoria permettono ad un buon giocatore di capire in brevissimo tempo quali sono i numeri più giocati dagli avversari, quelli più cercati e le serie più frequentemente mostrate  e quindi adattare il proprio gioco per trarne vantaggio e vincere con facilità. Il più delle volte, senza nascondere però anche un pizzico di fortuna, il numero viene indovinato al primo colpo (punto a parola) non permettendo così all'avversario di proporre il proprio gioco. 

 

1/2/3/4/5/6