Gli strumenti usati (la mano e la voce) sono molto flessibili e permettono, rispetto ai possibili significati, un’enorme variazione di espressioni.

Per contro la stessa possibilità di variare sensibilmente espressione si presta magnificamente a delle piccole astuzie che vanno dal lecito all’illecito (in tal caso sono delle vere e proprie malizie). Il problema della morra, e la fortuna di queste astuzie, è che il limite tra il lecito e l’illecito è ben definito dalle regole tacite ma è di difficile percezione, considerando il ritmo incalzante del gioco.

      

Queste “astuzie” si possono dividere in due categorie:

lecite: modi per mettere in difficoltà l’avversario;

illecite: vero e proprio rubare.

       

I modi per mettere in difficoltà l’avversario sono semplici accorgimenti che disturbano la percezione dell’avversario e che possono far guadagnare quei pochi attimi che possono risultare determinanti per la conquista del punto. Possono essere vari ma tra questi abbiamo rilevato:

 

- imporre il proprio ritmo di battuta;

    

- estrarre combinazioni di dita inusuali o strane;

    

- mettere la mano in posizioni regolari ma che ostacolino all’avversario la comprensione immediata della puntata: per esempio battendo con il lato esterno della mano (come per battere il pugno sul tavolo) le dita sono ben distese ma non ben sparpagliate ed è più difficile distinguerne la quantità;

    

- muovere la mano in orizzontale al momento della battuta: questo rende la percezione del numero puntato leggermente più difficoltosa (anche se da alcuni tale movimento è ritenuto scorretto);

   

- cambiare la posizione  della mano rispetto al centro di battuta (battere più a destra o a sinistra, verso di sé o verso l’avversario): spostando la mano dal centro focale della vista dell’avversario la percezione del numero puntato è leggermente più difficoltosa.

     

In pratica si tratta di rendere il compito di identificazione delle puntate il più difficoltoso possibile per l’avversario, non offrendogli “significanti” di facile interpretazione. Il minimo rallentamento provocato dal questo ulteriore “lavoro” può rallentare infatti le altre operazioni necessarie per la mossa successiva.

Non dimentichiamo che tra le astuzie rientra di piena regola il "disturbare" l'avversario, togliergli la concentrazione parlandogli o parlando con il proprio compagno o il più delle volte aggrappandosi a futili scuse pur di spezzargli il ritmo qualora, come si suol dire, "sia entrato in mora".

    

Rubare il punto è invece un'astuzia più difficile da mettere in pratica e per questo è usata soprattutto dai giocatori più esperti e dagli anziani (che la possono mascherare o giustificare attraverso le malattie e gli acciacchi di quell’età, o che possono contare sulla reverenza e il rispetto che si portano verso di loro). Si tratta di fare un uso elusivo degli strumenti del gioco, tentando di ingannare la percezione dell’avversario (o degli avversari) già provata dal ritmo incalzante del gioco. I metodi classici per «rubare» ovviamente nascono dall’infrazione delle regole di intellegibilità e di precisione nelle puntate e nelle chiamate e sono:

- mettere giù le dita a metà: lasciare un dito esattamente a mezz’aria di modo che la puntata non sia né precisa né intellegibile, ma doppia (il che aumenta di molto le probabilità di indovinare) ma possa assumere l’identità di un numero utile;

  

- estrarre o ritrarre un dito (di più è troppo evidente) quando la puntata è già stata fatta: si tratta ovviamente di un’azione velocissima e spesso è difficile stabilire se il dito sia stato mosso regolarmente o no;

  

- giocare in ritardo: scendere con la mano un attimo dopo l’avversario, posticipare la puntata di un attimo, in modo da avere un attimo di vantaggio;

  

- usare espressioni poco chiare, che ricordino due numeri ma non ne nominino chiaramente nemmeno uno;

   

Anch’esso è però un modo di giocare: il giocatore che fa uso spesso (o sempre) di queste “astuzie” viene classificato come imbroglione. Ovviamente i giocatori in questione sono ben consci dell’ostilità nei loro confronti ma, non essendo sempre percepibile o determinabile con sicurezza e anche a causa del ritmo incalzante del gioco, l'astuzia è una modalità di gioco che continuano ad utilizzare fino a quando non possono negare l'evidenza. Ovviamente quando è troppo è troppo: tutto dipende anche dalla pazienza dell’avversario, da quanto è disposto a farsi gabbare. Per queste questioni nascono spesso delle liti e delle discussioni che difficilmente si esauriscono in pochi minuti. 

         

Alcune parti del testo sono di Oscar De Bertoldi

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