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L'Istria, dapprima colonia romana e poi sotto
la dominazione della Repubblica di Venezia fino al 1797, conserva
tutt'ora i tratti della nostra cultura e delle tradizioni popolari tra
le quali a nostra sorpresa il gioco della morra detta anche "mora
cantada".

L'Istria è l'unica regione che, seppur al di
fuori del territorio italiano, presenta una morra molto simile, per non
dire proprio uguale, a quella friulana.
Le regole di gioco sono le stesse che in
Friuli: si gioca in piedi uno di fronte all'altro, si batte sul tavolo
prima di iniziare e le chiamate vengono fatte con una cadenza non troppo
veloce, circa una al secondo. Si gioca ai 21 punti ed in caso di parità
si gioca la bella ai 25.
L'unica differenza, se così si può definire,
è che i giocatori istriani quando giocano chiamano i numeri in dialetto
istroveneto, praticamente una variante del dialetto veneto che comunque
è molto simile all'italiano. Infatti se andiamo a confrontare il modo di
chiamare i numeri è praticamente lo stesso:
do per il due, tre, quattro. cinque, sei (šei), sette (šete), oto, nove
o novi, ed infine morra per la morra.
I punti vengono segnati con un
gesso sul tavolo e spetta alla squadra che ha conquistato il punto
andare a cancellarselo.


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